Progetto di Formazione per gli Educatori

Il progetto per gli educatori dell’AC di Padova ha l’obiettivo di formare gli educatori associativi ad essere laici adulti nella fede, capaci di viverla, testimoniarla e trasmetterla.

Partecipare ad una proposta formativa diocesana unitaria per educatori permette di soffermarsi su tematiche fondamentali per un laico di AC; allo stesso tempo è l’occasione per confrontarsi, anche tra generazioni diverse.

Destinatari
: il progetto è rivolto ad educatori di ragazzi, giovanissimi-giovani ed accompagnatori degli adulti; è richiesta la maggiore età, in particolare ai WE unitari diocesani partecipano quanti hanno già compiuto 19 anni.

Contenuti
: vengono affrontati i seguenti temi: le radici umane, cristiane e associative dell’educatore; le relazioni; la laicità; la chiesa e la spiritualità.

Modalità di realizzazione

  • itinerario biennale in vicariato che suddivide i 5 temi in 15 incontri, ogni tema prevede tre incontri. Partecipare ad una scuola biennale permette di rafforzare i legami nell’AC vicariale creando i presupposti per un lavoro comune;
  • weekend diocesani unitari sono proposti quest’anno tre weekend unitari (relazioni, laicità, spiritualità). Le tre tappe sono articolate al sabato mattina, al sabato pomeriggio e alla domenica mattina. Le prime due tappe fanno riferimento all’esperienza umana e cristiana dell’educatore: la terza entra nel merito dell’impegno educativo. Partecipare ad un WE diocesano permette di conoscere persone ed esperienze associative diverse dalla propria;
  • weekend vicariali-diocesani. Questa formula prevede che il vicariato “fornisca” i partecipanti (educatori ACR maggiorenni, giovani e adulti) e l’AC diocesana “fornisca” i materiali e un tutor. L’equipe del weekend è costituita dalla presidenza vicariale o da educatori del vicariato, più il tutor diocesano. È fortemente consigliato questo tipo di WE ad una presidenza vicariale che vuole provare un’esperienza unitaria di formazione, e ha in mente anche altri obiettivi: conoscersi meglio tra parrocchie vicine, lavorare insieme a livello vicariale, fare verifica, formare educatori che seguano fasce d’età che non hanno anche una proposta formativa di base. La partecipazione non esclude quella ai WE diocesani. Questi WE vanno programmati per tempo, cioè già dall’inizio dell’anno associativo, e la richiesta va inviata alla commissione formazione.
  • inoltre a livello diocesano sono in programma due weekend per educatori ACR di prima esperienza (partecipano quanti compiono 18 anni entro il 31 dicembre 2009) ed un weekend per educatori issimi alla prima esperienza (partecipano quanti cominciano questo tipo di servizio per la prima volta in questo anno associativo).
  • weekend di approfondimento sul tema che individueremo dagli orientamenti pastorali. Ha come obiettivo quello di aiutare il laico di AC ad appassionarsi al bene comune perché impari a costruirlo all’interno del proprio gruppo, della propria parrocchia e del proprio territorio rispondendo alla domanda di “come educare al bene comune”. La proposta è rivolta a tutte le presidenze vicariali perché mandino almeno un responsabile, e a quanti hanno concluso l’itinerario biennale vicariale o hanno partecipato ad almeno 4 weekend diocesani unitari.

Metodologia

Si segue un metodo detto dell’apprendimento, elaborato da Enzo Biemmi, religioso e catecheta. Alla base di questo metodo sta la convinzione pedagogica che la persona sa veramente solo quello di cui si è lei stessa appropriata attivamente e che il suo comportamento non è modificato che da questo tipo di apprendimento. Perché ci sia formazione, cioè confronto tra le persone e il tema trattato, è necessario poter vivere tre fasi: proiettiva (le persone reagiscono al tema), di analisi (consegna di un contenuto) e di riappropriazione (le persone integrano le riflessioni della prima fase con le scoperte dell’approfondimento, continuando a lavorarci nella vita quotidiana).

A chi partecipa alle proposte diocesane viene consegnata, già dall’anno associativo 2005-06, l’Educarta: si tratta di una carta che “certifica” la formazione di ciascun educatore. Andrà poi completata con altre esperienze di formazione parrocchiale, vicariale e diocesana.

Giovanissimi che si avvicinano al servizio educativo in AC

L’atto normativo dell’AC di Padova indica, tra i criteri con cui una presidenza parrocchiale dovrebbe individuare gli educatori, la maggiore età. La maggiore età di un educatore è requisito previo a tutti gli altri, che pure non vanno sottovalutati: se un minorenne non può essere educatore – né in associazione né nella società civile – non è detto che un maggiorenne abbia i requisiti per esserlo.

Una proposta parrocchiale di Azione Cattolica per i ragazzi, cioè l’ACR, ha senso che prenda forma se ci sono degli educatori maggiorenni che possono curarla e assumersene la responsabilità. Se non ci sono, si possono individuare almeno due piste di lavoro:

  • la presidenza parrocchiale allarga la proposta di accompagnare i ragazzi ad adulti-genitori: ci sembra che questa esperienza (già iniziata in alcune associazioni della nostra diocesi) sia anche un prendere sul serio l’art. 16 dello Statuto nazionale quando dichiara che gli educatori ACR sono giovani e adulti;
  • se sono disponibili solo minorenni, è necessario attivare un percorso di formazione personale (gruppo giovanissimi) e al servizio perché nel giro di qualche anno, quando ci saranno le condizioni, l’ACR possa partire: nel tempo della formazione di questi educatori è responsabile decidere che l’esperienza dell’ACR venga sospesa.

Il giovanissimo che si avvicina al servizio educativo in ACR non può essere considerato educatore, ma questa esperienza, come altre occasioni di servizio, può essergli utile se viene chiaramente finalizzata alla sua crescita. Serve però anche la prudenza di non “bruciarlo”, caricandolo di responsabilità troppo grandi.

Ci sembra serio perciò porre delle condizioni, che non sono in alternativa tra loro:

  • che l’adolescente partecipi al proprio gruppo di appartenenza. Chi anima il gruppo giovanissimi sa che alcuni vivono questa esperienza di servizio e la fa diventare occasione di confronto e di formazione;
  • che l’adolescente partecipi ai campi diocesani per giovanissimi come momento particolare di formazione personale anche in vista di una scelta precisa di impegno educativo.

Esigere questi impegni potrà sembrare un peso, ma in realtà è rispetto della persona, della sua età e del suo essere in cammino. Non chiedere nulla è anche una forma di sfruttamento che alla fine non fa del bene né all’adolescente né all’AC.

L’AC di Padova, riconoscendo la presenza nelle associazioni parrocchiali di giovanissimi che vogliono avvicinarsi al servizio educativo, propone una seconda e nuova versione dell’Abc dell’ACR. Questo strumento costituisce un percorso, da svolgersi a livello vicariale e nell’anno precedente alla partecipazione al weekend diocesano per educatori ACR alla prima esperienza, per quei giovanissimi che hanno già compiuto 17 anni e chiedono di avvicinarsi al servizio educativo ed a quanti, superati i 17 anni, muovono i primi passi come educatori. Questo percorso non sostituisce il gruppo giovanissimi, non è la scusa per fare formazione ai giovanissimi o per tenerli dentro la comunità parrocchiale. La presidenza vicariale è responsabile della scelta e della preparazione del percorso e ne affida la realizzazione, in accordo con la commissione formazione diocesana per gli educatori, al responsabile vicariale per la formazione  ed al responsabile vicariale dell’ACR.