Non sono solo le tragiche immagini del Golfo del Messico e della marea nera che, dal pozzo di trivellazione divelto della BP, sta raggiungendo drammaticamente le coste degli Stati Uniti con conseguenze catastrofiche per la fauna e per l’intero ecosistema; non è solo il pressante richiamo di tante organizzazioni e tanti scienziati ad aprirci a nuove fonti di energia; non è solo il nuovo dibattito che si è riaperto qui da noi in Italia sull’utilizzo dell’energia nucleare; non sono solo le bollette sempre più care che ci giungono a casa a farci affrontare un argomento del genere…
È innanzitutto la sensibilità che da decenni muove Openfield e le associazioni ecclesiali che lo promuovono e sostengono; è la preoccupazione a dar spazio di riflessione, ma anche di traduzione concreta al pressante richiamo che gli Orientamenti pastorali della nostra Chiesa in questi anni ci hanno rivolto sul bene comune e alla parola autorevole che il papa Benedetto XVI non manca di farci giungere, dalla Caritas in Veritate in qua; è il senso civico e la responsabilità sociale che ci domandano di lasciare alle nuove generazioni un mondo migliore di come lo abbiamo ricevuto noi.
Questo ed altro ancora ci ha fatto attivare e lavorare per organizzare ed offrire alla comunità ecclesiale e a quella più ampia civica, sociale una nuova edizione di Openfield, un campo aperto per affrontare, approfondire, dibattere e fare propri con spirito critico e sapienza evangelica uno dei problemi grandi dei nostri giorni.
AC, ACLI, AGESCI, CSI, NOI, PSL