SOLENNITÀ DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Con Maria nel realismo della vita

“La speranza trova nella Madre di Dio la più alta testimone. In lei vediamo come la speranza non sia fatuo ottimismo, ma dono di grazia nel realismo della vita”. (Bolla di indizione del Giubileo del 2025 – nr. 24).

Con queste parole Papa Francesco ci invita, in questo anno santo che tra poco si aprirà, a puntare i nostri occhi su colei che prima fra tutte e tutti ha saputo essere esempio di viva speranza.

Infatti, di fronte alle promesse dell’angelo Gabriele, che la invita a “rallegrarsi” in quanto Dio l’aveva scelta per essere dimora del salvatore, Maria resta fortemente ancorata alla sua vita quotidiana riconducendo ogni cosa a una vita di relazione (“Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?” – Lc 1,34). In questa lettura di quotidiana reciprocità tutto diventa più chiaro anche allo stesso angelo Gabriele che riconduce a questo livello l’annuncio; non è più questione di fare ed essere (“concepirai”, “darai alla luce”, “lo chiamerai”, “sarà grande”, “regnerà”) ma tutto viene riletto nell’ottica dello stare e dell’incontrare (“lo Spirito scenderà”, “l’Altissimo ti coprirà”).

Solo a questo punto, solo in questa diverso punto di vista, Maria si sente libera di affidarsi… e così la speranza diventa “dono di grazia nel realismo della vita”.

Con l’augurio che l’incontro con Dio Padre sia, come per Maria, occasione straordinaria che ci invita con forza a tornare al nostro ordinario. Perché proprio nelle quotidiane gioie e fatiche il Signore ci chiede di essere quel seme gettato che germoglia e porta frutto… a volte di più, a volte con più difficoltà… ma sempre porta frutto.

Buona festa dell’adesione.

Marco e la presidenza diocesana di AC