“L’altro discepolo, quello che Gesù amava” (Gv 20, 2) CORRE al sepolcro assieme a Pietro ma è più veloce, VEDE per primo che qualcosa è successo ma si ferma all’ingresso del sepolcro… perché? Cosa ferma questo impeto?
È timore di vedere qualcosa che non si vorrebbe vedere? E’ incredulità nel percepire che qualcosa di grande è successo? È speranza? Quante emozioni nel cuore di quel discepolo! E quanta gioia una volta trovato, grazie a Pietro, il coraggio di entrare in quel sepolcro. Una gioia tale grazie alla quale, dopo aver visto, CREDE.
Buona Pasqua, quindi, con l’augurio di rispecchiare le nostre vite in quella del discepolo che Gesù amava per riscoprire la chiamata a “essere testimoni di tutte le cose da lui compiute” (At 10, 39).
La presidenza diocesana
dell’Azione Cattolica di Padova

