Insieme per la proibizione delle armi nucleari

ACLI, Azione Cattolica, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Movimento dei Focolari sostengono e rilanciano l’appello per Il Trattato per la proibizione delle armi nucleari

In occasione della Settimana Laudato Si’, le associazioni padovane - ACLI – Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani, Azione Cattolica, Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII e Movimento dei Focolari - hanno rilanciato attraverso un video l’appello promosso a livello nazionale dalle associazioni cattoliche, per chiedere all’Italia di firmare il Trattato ONU per la proibizione delle armi nucleari, entrato in vigore il 22 gennaio scorso.

Domenica 30 maggio in Piazza Duomo, assieme anche a molte altre associazioni ed in collegamento con iniziative contemporanee in altre città d'Italia vivremo, assieme un ulteriore momento pubblico per dire "no" al terrore delle armi nucleari.

Il Trattato, votato alle Nazioni Unite da 122 Paesi, nel luglio del 2017, rende illegale - nei Paesi in cui è stato adottato - l’uso, lo sviluppo, i test, la produzione, la fabbricazione, l’acquisizione, il possesso, l’immagazzinamento, l’installazione o il dispiegamento di armi nucleari.

Chiedere l’adesione dell’Italia significa incoraggiarla a compiere “un grande passo di civiltà, perché assieme a papa Francesco siamo convinti che l’uso dell’energia atomica per fini di guerra è, oggi più che mai, un crimine, non solo contro l’uomo e la sua dignità, ma contro ogni possibilità di futuro nella nostra casa comune. L’uso dell’energia atomica per fini di guerra è immorale, come allo stesso modo è immorale il possesso delle armi atomiche"

In Italia, le basi di Aviano (Pordenone) e di Ghedi (Brescia), ospitano una quarantina circa di ordigni nucleari. E la base bresciana si sta ampliando per ospitare i nuovi cacciabombardieri F35, in grado di trasportare armi di distruzioni di massa ancora più potenti. L’Italia non ha firmato il Trattato e in coerenza conferma il trend in crescita degli investimenti militari e all’incontro Nato assicura il suo impegno ad aumentare la spesa militare di dieci miliardi di euro annui.
 

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