Assemblea diocesana elettiva - Documento Assembleare

Il territorio

Assemblea diocesana elettiva - Documento Assembleare

Cosa abbiamo realizzato a livello diocesano:

Abbiamo cercato di rendere concreto ed effettivo l’Atto Normativo dove dice: “Radicati nella parrocchia, i laici di AC vivono intensamente l’appartenenza alla comunità civilee si fanno carico delle istanze e dei problemi che da essa scaturiscono. Dio infatti raggiunge le persone nei luoghi dove vivono e operano. L’impegno dei laici di AC è conoscere il territorio e chi ci abita, capaci di leggerlo da credenti, condividendo con tutti un amore fatto di dedizione, disponibilità e servizio. Per questo l’AC sceglie di formare laici cristiani capaci di assumersi delle responsabilità personali, sociali, civili, economiche e politiche in base ai propri doni e carismi”.

Le assemblee diocesane sui temi dell’immigrazione e della scuola, la proposta rivolta alle presidenze vicariali e parrocchiali di impegnarsi per il bene comune, con l’invito a conoscere le altre realtà del territorio e ad uscire dal chiuso del patronato, Openfield hanno reso concreta questa dimensione della vita associativa soprattutto sul versante formativo che rimanda poi all’assunzione di responsabilità di ciascuno di noi.

Abbiamo faticato invece ad esprimerci sui temi di attualità rinviando ai frequenti comunicati stampa della presidenza nazionale.

 

Cosa è successo nei vicariati e nelle parrocchie:

Dalle verifiche delle presidenze vicariali risulta poca collaborazione con le istituzioni di vario genere, quasi sempre funzionale ad ottenere patrocini, uso di spazi e in alcuni casi per partecipare a proposte formative rivolte agli educatori.

Qualcuno rileva che ci sono singoli soci che appartengono a realtà organizzate del territorio o che sono impegnati nelle amministrazioni.

Forse non siamo consapevoli del numero molto alto, ben 130, di soci di AC impegnati in politica, che l’equipe adulti e la commissione socio politica hanno censito a giugno.

La collaborazione però diventa effettiva nelle emergenze e nei momenti concreti della vita delle comunità civili, come l’alluvione.

 

Come continuare nei prossimi anni

Crediamo che nei prossimi anni dovremo tenere sveglia l’attenzione e la conoscenza del territorio e delle questioni della vita personale e sociale che ci interpellano soprattutto attraverso i cammini formativi, la consapevolezza almeno delle presidenze che la nostra vocazione laicale ci spinge fuori dagli ambienti ecclesiali, imparando a dialogare, a proporci e a collaborare con le istituzioni e le altre associazioni del territorio, partecipando alle opportunità formative che altri organizzano.

Riteniamo che per l’AC, che si occupa di formare le coscienze, la strada ordinaria sia quella di formare laici capaci di impegnarsi personalmente negli ambiti della loro vita.

Crediamo si dovrà dare valore alle iniziative e al ruolo della commissione sociopolitica diocesana perché la dimensione del mondo entri maggiormente nei cammini ordinari dei nostri soci di tutte le età.