Assemblea diocesana elettiva

Organismi di comunione e associazioni-movimenti cattolici

Assemblea diocesana elettiva

Cosa abbiamo realizzato a livello diocesano:

L’Atto Normativo chiede la presenza dei presidenti di AC negli organismi di partecipazione e comunione perché l’associazione è radicata nella parrocchia e nel vicariato. Anche le scelte pastorali della diocesi riconoscono la presenza e il valore dell’AC nella pastorale delle comunità.

In questo triennio siamo stati presenti con il nostro contributo nel consiglio pastorale diocesano e nella sua presidenza, nella consulta delle aggregazioni laicali e nella sua presidenza.

Abbiamo continuato il rapporto di collaborazione e conoscenza con le associazioni più presenti in diocesi, ACLI, AGESCI, CSI, NOI.

Abbiamo collaborato con i seminari diocesani e con gli uffici della pastorale.

 

Cosa è successo nei vicariati e nelle parrocchie:

Il rapporto con Consigli Pastorali Parrocchiali e Coordinamenti Pastorali Vicariali è disomogeneo: dove sono ben organizzati e i preti ci credono, anche l’AC porta il suo contributo interessante e spesso contribuisce decisamente alla pastorale attraverso il presidente ed anche altri membri; dove invece gli organismi non funzionano tanto bene, arriviamo addirittura a Consigli dove l’AC non c’è o non è voluta.

Nei vicariati si segnalano diverse collaborazioni con l’associazione NOI, poche invece le collaborazioni con scouts delle varie associazioni, con ACLI e CSI.

 

Come continuare nei prossimi anni

Pensiamo sarà necessario essere sempre più presenti negli organismi di comunione e partecipazione, ma anche nella relazione con gli Uffici della pastorale e i seminari, a livello diocesano. Nelle associazioni parrocchiali e come presidenze vicariali sarà da curare la concreta possibilità di collaborare con le altre associazioni presenti sul territorio, superando i pregiudizi ed individuando momenti di esperienza comune. Ribadiamo la scelta della nostra Chiesa diocesana di prevedere la presenza dei presidenti di AC nel Consiglio e nel Coordinamento Pastorale: questa scelta non è un privilegio, ma richiede a noi tutti una assunzione forte di responsabilità nella presenza e nel portare un contributo significativo alla costruzione di comunità cristiane vive e missionarie nel territorio.

In particolare crediamo che l’AC dei prossimi anni debba spendersi mettendo in gioco la sua capacità di costruire reti, nella scelta diocesana di costituire le Unità Pastorali come forma possibile e migliore di servizio al Vangelo nel nostro tempo: l’associazione sa già cosa significa lavorare insieme e collaborare a livello vicariale e interparrocchiale, deve continuare a farlo interrogandosi su come stare in modo costruttivo nelle Unità Pastorali.