Assemblea diocesana elettiva - Documento Assembleare

Promozione associativa

Assemblea diocesana elettiva - Documento Assembleare

Cosa abbiamo realizzato a livello diocesano:

In questo triennio abbiamo ricevuto il compito di rendere concreto ciò che abbiamo scritto nell’Atto normativo dell’AC di Padova. Abbiamo lavorato per rendere effettiva ed efficace la struttura associativa stabilita nell’Atto Normativo: le assemblee, i presidenti parrocchiali nelle presidenze vicariali, la presenza degli educatori nelle presidenze parrocchiali.

La struttura delle presidenze contenuta nell’Atto Normativo si fonda sulla rappresentanza dei soci: i vicepresidenti hanno il compito primario di rappresentare i giovani e gli adulti che aderiscono all’associazione, perché non siamo un’associazione di educatori, ma di persone.

Abbiamo lavorato perché il dialogo tra giovani e adulti, che è una caratteristica tipica dell’AC, aumentasse e diventasse vero in tutte le associazioni parrocchiali e nelle presidenze vicariali: in AC i giovani contano, si rappresentano da sé, valgono tanto quanto gli adulti, un’esperienza che non è diffusa in tante altre aggregazioni ed istituzioni: in associazione valorizziamo i giovani e valorizziamo gli adulti, ma stiamo insieme e l’ACR è l’attenzione concreta degli adulti e dei giovani che si prendono cura dei più piccoli.

In questo triennio abbiamo avviato l’impegno per la promozione associativa, affiancando ai responsabili vicariali un responsabile diocesano: l’obiettivo doveva essere quello di curare l’adesione e di promuovere l’AC nelle parrocchie che non la conoscono. Non siamo però riusciti ancora a strutturare una proposta di promozione effettiva ed efficace che non punti solo all’adesione.

Abbiamo osservato un calo delle adesioni, anche se restiamo la maggiore associazione d’Italia: nel 2008 gli aderenti erano 15169, nel 2009 erano 15168, nel 2010 siamo 14497; i ragazzi dell’ACR sono 5664, i giovani e giovanissimi 3862, gli adulti 4971. Migliora invece la diffusione dell’AC nelle comunità: siamo passati da 290 associazioni parrocchiali nel 2008 a 302 associazioni nell’ultimo anno, di queste alcune sono associazioni interparrocchiali o di Unità Pastorali.

 

Cosa è successo nei vicariati e nelle parrocchie:

Nelle presidenze vicariali si ritiene utile la presenza stabile dei presidenti parrocchiali: dove non è stata realizzata questa presenza, si rilevano difficoltà di comunicazione e relazione.

Si ritiene utile anche la presenza degli educatori nelle presidenze parrocchiali, ma sono poche le presidenze che l’hanno effettivamente curata, consapevoli del fatto che garantisce un legame reale tra la presidenza ed i gruppi associativi.

Nel triennio sono aumentate le collaborazioni di vario tipo tra parrocchie e le esperienze di gruppi o attività interparrocchiali. Qualche presidenza vicariale ha realizzato iniziative di sostegno a parrocchie senza AC.

Sull’adesione abbiamo l’impressione che manchi una riflessione seria: c’è poca consapevolezza del senso di appartenenza all’AC, in molte parrocchie AC è semplicemente il nome delle attività parrocchiali.

Crediamo che non si possa vivere in modo passivo l’associazione. Utilizzare mezzi, occasioni e strumenti senza appartenere all’AC ha due limiti: quello di non sostenerla nel suo lavoro e nelle sue necessità di libertà e sopravvivenza e quello di non vivere una parte essenziale della proposta . L’AC non è uno stile, un metodo, ma un’esperienza associativa, dove l’associarsi, la partecipazione, la vita unitaria sono parte integrante della proposta formativa, sono formativi di per sé.

 

Come continuare nei prossimi anni

Pensiamo che si dovrà lavorare meglio di come abbiamo fatto, per dare un volto concreto alle tante facce della promozione associativa: l’adesione, la comunicazione delle iniziative, la proposta dell’AC dove non c’è. Per realizzare questo lavoro sarà necessario creare un gruppo di lavoro più stabile tra i responsabili vicariali e diocesano della promozione associativa e predisporre un progetto complessivo di promozione associativa che preveda alcune azioni concrete come mettere a fuoco le modalità pratiche per proporre l’esperienza associativa dove non è conosciuta, informare costantemente le presidenze sulla situazione delle adesioni nel loro territorio, continuare a offrire materiali per il tempo dell’adesione, curare la comunicazione delle iniziative con i mezzi già utilizzati come la pagina mensile della Difesa del Popolo, la news letter, il sito internet, l’agendina dei soci, le mailing list dei responsabili. Sarà necessario utilizzare anche nuovi strumenti come i social network e un ampliamento dei messaggi diretti agli educatori e ai soci, anche tenendo conto dell’aumento delle spese postali.

In particolare le presidenze vicariali dovranno attivarsi per individuare tra i loro membri un responsabile della promozione se non è stato eletto.