I nuovi responsabili diocesani

Con il Consiglio Diocesano tenutosi online il 15 aprile è stata ufficialmente eletta la nuova presidenza diocesana, che lavorerà insieme per il triennio 2020-2023. Francesco Simoni è stato riconfermato lo scorso mercoledì 29 aprile come presidente diocesano dal Vescovo Claudio Cipolla, mentre amministratore e segretario verranno eletti nel corso del prossimo Consiglio in programma per il 7 maggio.La presidenza neo eletta ha già dato il via ai lavori: dopo un passaggio di consegne con la
presidenza uscente su traguardi raggiunti e progetti in divenire, ha posto le prime basi per proseguire il cammino e mantenere vivo l’impegno di tutta l’associazione nel trovare nuovi modi e nuove strade per farsi più vicina alle parrocchie e alle comunità che la compongono.

La nuova presidenza è costituita da:

 

Sono sposato con Anna da sette anni e mezzo ed abitiamo ad Albignasego. Sono un medico specializzato in medicina interna ed appassionato di ecografia diagnostica ed interventistica, attualmente lavoro nel reparto di geriatria dall'ospedale Madre Teresa di Calcutta a Monselice. Amo la musica - ho suonato per anni chitarra classica ma ormai... sono davvero arrugginito! - leggere e... ascoltare podcast di storia in inglese.

La mia #bellastoria di AC: Ho iniziato a come educatore all'età di 17 anni, con un gruppo di ragazzi che ho accompagnato dalle elementari fino alle soglie dell'università. Il servizio si è presto allargato al vicariato di Maserà partendo dall'equipe ACR, passando dall'equipe giovani, fino al ruolo di presidente vicariale per due mandati. Dal marzo 2017 sono presidente diocesano dell'Azione Cattolica di Padova: una esperienza di impegno intenso e a volte di fatica, sempre superate in modo "sovrabbondante" dalla gioia e dalla speranza che ho la grazia di incontrare.

Mi piacerebbe un'AC che
... che continui a creare legami, tra generazioni, tra associazioni, tra persone e soprattutto dentro la vita di ciascuno.
... che sappia aprire bene occhi e cuore verso il contesto territoriale e sociale in cui è inserita, e diventi davvero capace di accogliere tutte le persone.
... che sia gustosa e bella, capace di fare la differenza nella vita delle persona che la incontrano.

Ho 51 anni e vengo da Saccolongo. Sono sposata con Francesco. Il buon Dio ci ha dato 3 figli per i quali lo ringraziamo ogni giorno.
Sono laureata in Pedagogia e faccio la maestra alla scuola primaria. Un lavoro che mi piace, che  faccio da sempre ma che va continuamente ""imparato"".

La mia #bellastoria di AC: La mia storia in AC inizia e continua anche oggi nella mia bella parrocchia: Saccolongo. Come giovanissima, poi come educatrice dell'ACR, come adulto nel gruppo famiglie. L'AC nella mia vita è una serie di occasioni importanti ; un insieme di volti e di incontri; è soprattutto la possibilità di costruire la chiesa , attraverso il servizio alla formazione, una cosa che mi piace e che col tempo considero essere davvero sempre più preziosa. E' una proposta che mi aiuta ad andare oltre i miei limiti: superare la stanchezza, tirar fuori idee nuove, scomodarsi, curare il mio rapporto col Signore . Negli ultimi tre anni in diocesi ho tentato di fare la vicepresidente adulti con Giandomenico e tutta una serie di altre belle persone. Esperienza impegnativa; però che bello aver potuto collaborare con questi fratelli, un tempo sconosciuti! Tra questi anche dei bravi assistenti. Sono grata all'AC per il bene che ha fatto e fa a me, non solo ma anche ai miei figli. A volte mi chiedo se io ho trovato lei nella mia parrocchia o se è lei che ha trovato me.

Mi piacerebbe un'AC che: Mi piacerebbe che l'AC ci fosse, se non in tutte le parrocchie almeno in tutte le zone-vicariati di questa diocesi. Che continuasse ad esserci, insomma. Un'AC che sa reinventarsi certo, ma che amando questo tempo e le sue contraddizioni, continua a proporsi come una bella occasione per incontrare il Signore e fare fraternità. Ed è proprio per questo che la vorrei: perché l'essere AC può favorire l'incontro con Dio e tra i fratelli, l'essenziale insomma! Non è scontato! La vorrei attraente: una persona che prova l'esperienza di AC sia esso ragazzo, giovane e adulto deve assaporarne la bellezza, non la pesantezza. Il servizio è anche fatica, ma di quella che si fa col sorriso, non quella che ti inchioda. La vorrei fatta di responsabili più responsabili, capaci di "difendere il territorio"perché "armati" di convinzione, preparati e amanti della propria chiesa, pur con tutte le sue difficoltà. La vorrei più "sentita", nel senso che chi aderisce si senta unito in un'appartenenza: un po' quello che si percepisce dai nostri anziani di AC. Uhm, troppe cose: ma intanto partiamo dalla prima.

Ho 35 anni, vengo da Sanbruson, e sono Ingegnere informatico. Sono Marco, orgoglioso neo-papà di Alice, marito di Giulia. Lavoro in una società che si occupa di consulenza informatica. Amo la mia famiglia, mi piace viaggiare, sono un ottimo commensale.

La mia #bellastoria di AC: Educatore AC dall'età di 18 anni (ACR, giovanissimi, giovani ed ora adulti-famiglie). Presidente parrocchiale dal 2014 al 2019. Vice-presidente vicariale per la formazione nel triennio 2014-2017. Membro equipe adulti diocesana dal 2018..

Mi piacerebbe un'AC che: Sia sempre in rinnovamento, ma fedele ai propri valori. Che sia attenta al territorio, ma che non si chiuda in campanilismi. Sia un faro per l'educazione delle giovani generazioni, ma sia attenta ad accompagnare gli adulti ai cambiamenti e alle sfide della vita.

Ho 23 anni e sono Web content editor. Sono Sofia e vengo da Campagna Lupia, l’estremo est della diocesi di Padova. Frequento l'ultimo anno del corso di laurea magistrale in Web Marketing & Digital Communication all'università IUSVE di Mestre e lavoro come libera professionista nell'ambito della comunicazione digitale. Sono cresciuta tra palestra, scuola di musica e parrocchia, ambienti che mi hanno aiutata a maturare e a conoscermi. A cosa non rinuncerei mai? Le passeggiate in montagna, lo sci e un buon libro..

La mia #Bellastoria di AC Una piccola bimba che ascolta ammirata i racconti di mamma, papà e dei loro amici mentre ricordano le avventure vissute ai campiscuola. Nella mia parrocchia per molti anni non c’è stata l’Ac, ecco perché l’ho conosciuta grazie a queste storie. Ho sempre partecipato ai campiscuola vicariali e dai 17 anni sono educatrice in parrocchia (prima ACR, ora giovanissimi). Quattro anni fa sono entrata nella dinamica diocesana, prima come educatrice del MSAC e poi come membro d'equipe del Settore Giovani.

Mi piacerebbe un'AC che: Aiuta ad alimentare una spiritualità autentica e non egocentrica, ma che diventa passione per gli altri e impegno nel mondo. Un’Azione Cattolica capace favorire autentiche relazioni interpersonali, che sanno stare e abitare nelle periferie della società e della vita.

Ho 27 anni e sono Dottorando. Ciao! Sono Gianluca, ho 27 anni e abito a Luvigliano, un ridente paesino alle pendici dei Colli Euganei. Dopo un Erasmus ad Atene, ho deciso di approfondire la vita accademica ed ora mi ritrovo al terzo anno di dottorato in ingegneria energetica. Sono appassionato di montagna: scalando una parete riesco contemporaneamente a vivermi dentro e ad assaporare quell’immensità che mi avvicina a Dio. Dedico del tempo al volontariato perché è qualcosa di autentico che dà entusiasmo.

La mia #Bellastoria di AC: Milito in AC fin da ragazzino, partendo dall’ACR nel mio paesino, passando per le esperienze da educatore giovanissimi e infine approdando nell’équipe Revolution in diocesi. Durante gli studi, non vedevo l’ora di finire la sessione esami per partire per i campiscuola ed immergermi nella loro dimensione unica. Far parte dell’AC e condividere con gioia la mia formazione cristiana mi ha arricchito di esperienze e mi dà la possibilità di tessere una miriade di preziose relazioni.

Mi piacerebbe un'AC che: Vorrei un’AC che non smetta di promuovere il dialogo tra i giovani e lo rilanci anche verso le altre associazioni laicali della nostra città. Mi piace l’idea di un’AC diocesana che coltiva la sua vocazione missionaria, incontrando sul territorio quelle parrocchie che ormai non hanno più una forma associativa. Infine, penso ad un’AC che sappia incanalare la speranza dei giovani di preservare il creato, nella direzione di una conversione ecologica.

Ho 27 anni e sono insegnante. Ciao a tutti! Sono Chiara Gambin, prossimamente 28enne; sono nata a Castelbaldo e ho vissuto fino agli anni del liceo in questo paesino della bassa padovana, presso le rive del fiume Adige. La scelta di studiare lettere all'università di Padova, mi ha portato a conoscere questa bella città e da quattro anni ho scelto di vivere stabilmente qui, muovendomi tra i banchi di scuola (come insegnante di lettere delle medie). Sentirsi a casa in una città, dopo aver vissuto vent'anni in un paesino di campagna, non è stato immediato, ma le belle relazioni intrecciate, la passione per il lavoro e il servizio in AC mi hanno regalato una preziosa accoglienza e, per questa mia fase di vita, sono contenta di sentirmi al posto giusto.

La mia #Bellastoria di AC Forse qualcuno se lo chiede, però... sì, anche a Castelbaldo è arrivata l'AC! Questa bella e varia associazione l'ho conosciuta proprio in parrocchia e piano piano ho mosso qualche passo in vicariato per le occasioni di formazione. Ho sempre sperimentato l'AC come una risorsa bella e gioiosa in stretto legame con la parrocchia e ho ben in mente tre educatori che mi hanno dimostrato tanta accoglienza e serenità nel loro essere a servizio dei più piccoli. A tutto questo si è intrecciata la passione educativa che verso i 16-17 anni ho iniziato a sperimentare; le occasioni e i cambiamenti di luoghi e di ritmi di vita mi hanno portato a Padova, dove ho incontrato la dimensione diocesana dell'associazione e rispetto alla quale mi sono trovata coinvolta con sorpresa e soddisfazione, prima nelle commissioni e poi in equipe ACR. Concludo il triennio come responsabile ACR grata di tutto ciò che ho incontrato e soprattutto delle meravigliose relazioni intrecciate, dalle quali sono nate amicizie importanti e condivisioni di vita e di fede davvero preziose. Sono certa che le avventure continueranno e che il bene da ricevere sia ancora tanto: carica di questa prospettiva, penso volentieri a ciò che in una così #bellastoria ci sia ancora da vivere, accompagnata da chi mi trovo a fianco nel cammino e da chi dall'alto osserva e conduce.

Mi piacerebbe un'AC che: Incontrando l'AC nelle sue varie dinamiche, parrocchiali, vicariali e diocesane, sono grata di ciò che ho conosciuto. Sperimentandone la bellezza e la ricchezza, che superano sempre la fatica e i ritmi frenetici di agende piene, mi piacerebbe un'AC che intrecciasse la vita di più persone, attenta e custode della storia del singolo. Penso un'AC che sappia entrare nelle vicende di vita, di relazioni, di lavoro, di servizio, di studio, perchè davvero si possa costruire l'obiettivo più alto: intrecciare fede e vita. Essere cristiani ed essere cristiani in AC offre uno stile, uno sguardo rispetto alla vita che va oltre gli incontri, i progetti, le occasioni vissute all'interno dell'associazione. La prospettiva può allargarsi, può diventare più ampia, si può avere uno sguardo nuovo che si trasformi in accoglienza, incontro, che diventi un bene per l'altro e per la società. Mi piacerebbe un'AC che diventasse sempre più un bene comune, nella dimensione più alta del termine, potendo offrire a tutti, nelle diverse fasi della vita, la possibilità di sperimentare la bellezza del vangelo e della fede vissuta insieme.

Ho 25 anni e sono Ingegnere civile. Sono Stefano Piccolo, ho 25 anni e vengo dalla parrocchia di Tencarola. Ho appena terminato gli studi magistrali all'Università ed ora lavoro come ingegnere in uno studio di Padova. Per molti anni sono stato istruttore di minibasket alla Virtus Padova. Sono una persona piena di difetti ma che ha sempre voglia di mettersi in gioco in nuove esperienze.

La mia #Bellastoria di ACInizia tanti anni fa quando, grazie anche alla mia famiglia, ho iniziato a frequentare l’ACR nella mia parrocchia. Da quel momento l’AC è stata sempre presente, magari con alti e bassi, all’interno della mia vita. Concluso il percorso dei giovanissimi, sono diventato educatore ACR ed ho tenuto i gruppi dei 6/8 e 9/11. Continuo il servizio di educatore tenendo un gruppo di iniziazione cristiana. La mia esperienza diocesana è iniziata quasi per caso: non potendo partecipare al camposcuola 14enni parrocchiale, mi sono iscritto a quello diocesano.

Mi piacerebbe un'AC che sappia farsi mezzo di inclusione forte e ben visibile all’interno della nostra società e che, con metodi sempre nuovi e adatti al presente, sappia essere esempio di fraternità nelle nostre città e nei nostri paesi.

Ho 34 anni, vengo da Sant'Andrea di Campodarsego e sono Consulente bancario.Io sono Giorgia, ho 34 anni e faccio la consulente in ambito bancario, anche se (secondo i miei amici) la mia principale occupazione è quella di organizzare viaggi: amo girare il mondo e ogni occasione è buona per prendere il trolley e partire alla scoperta di un posto nuovo. E quando non sono in viaggio che faccio?! Mi godo la mia casetta organizzando pranzi, aperitivi, cene… insomma, quello che più dice di me è che c’è sempre una buona ragione per far festa in amicizia!

La mia #bellastoria di AC La mia storia in AC è una storia di famiglia, iniziata in ACR, con educatori che mi hanno fatto conoscere l’associazione come tale. E questa storia continua ancora a distanza di quasi trent’anni. E proprio come in famiglia, sono cresciuta anche nell’associazione diventando educatrice, responsabile e infine (nello scorso triennio e in quello appena iniziato) presidente parrocchiale. Da cinque anni faccio inoltre parte dell’equipe Revolution ed ora sì, sono pronta per questa nuova avventura..

Mi piacerebbe un'AC che: Mi piacerebbe un’AC che continua a vivere di legami veri e sinceri, basati sulla stima, l’ascolto, l’amicizia. Mi piacerebbe un’AC che continua a saper stare nel mondo con una voce chiara, che afferma quello in cui crediamo. Sono consapevole che il tempo che stiamo vivendo è un tempo che ci pone davanti a sfide cruciali, come quello dell’accoglienza o quello ambientale, nelle quali è necessario esserci da protagonisti: vorrei un’AC che accompagna la Chiesa e ad essa infonde questa forza.

Ho 51 anni e sono commerciante. Ciao a tutti, sono Luca, ho 51 anni, sposato con Patrizia da 25 anni, conosciuta a Bardolino in un campo formativo, padre di due meravigliose ragazze: Ilaria e Beatrice. Vivo a San Domenico nel bellissimo vicariato di Selvazzano. Mi piace molto viaggiare, conoscere culture diverse dalla mia..

La mia #bellastoria di AC: Il mio cammino in AC non è stato certo un cammino lineare. La mia avventura è iniziata con l'ACR nel periodo delle elementari , e con grande piacere ricordo ancora i volti e i nomi degli educatori di allora. Dopo la 5 elementare ho proseguito partecipando al gruppo giovanissimi fino ai 17 anni e in seguito lunga pausa fino ai 26 anni inframmezzato da qualche saltuario servizio in Diocesi, sempre per l' AC. Nel frattempo, sposandomi, ho preso residenza a San Domenico, e lì sono stato educatore del gruppo giovanissimi fino alla nascita delle due figlie.Poi ulteriore pausa fino al 2011 ,momento in cui mi è stato chiesto di rappresentare l'AC in parrocchia. Sei anni di relazioni stupende dove ho capito quanto questa associazione sia una palestra di vita. Dal 2017 è iniziata la mia esperienza in presidenza diocesana come responsabile per la formazione degli educatori. Tre anni di lavoro, incontri e bellissime relazioni.

Mi piacerebbe un'AC che: Un' AC capace di "stare con" e non che "fa per",un AC capace di porsi in ascolto delle situazioni reali delle nostre comunità, capace di accompagnare ogni persona, capace di aiutare ciascuno di noi a capire il senso del proprio essere al mondo.

Ho 27 anni, vengo da Saccolongo, e sono Marketing and communication manager. Dopo il liceo classico mi sono laureata in Scienze e Tecnologie della Comunicazione, per poi avviare la mia professione proprio in questo ambito. Oggi mi occupo di marketing, comunicazione e organizzazione eventi in vari settori. Appassionata di sport e viaggi, sposata con Mirco (la mia più #bellastoria di AC) e con un forte spirito di collaborazione: mi piace mettermi in gioco e darmi da fare per aiutare in ciò che posso.

La mia #bellastoria di AC:La mia #bellastoria di AC comincia in una parrocchia diversa da quella attuale, in cui trascorro tutti gli anni di ACR per trasferirmi poi a Saccolongo e frequentare il gruppo Giovanissimi. Dai 17 anni svolgo il mio servizio in parrocchia come educatrice ACR e in seguito Giovanissimi, ricoprendo anche il ruolo di responsabile di settore. Oggi faccio parte dell'équipe vicariale di formazione educatori e della commissione comunicazione di Radar, la festa diocesana per Giovanissimi.

Mi piacerebbe un'AC che: Continuo a credere in un'AC inclusiva, che offra occasioni di crescita e approfondimento personale con proposte adatte a ogni età. Ho sempre vissuto l'associazione come terreno buono per vivere esperienze profonde e arricchenti e come luogo in cui le differenze diventano mattoni capaci di incastrarsi e costruire qualcosa. Mi piacerebbe un'AC pronta ad accogliere e a lasciare spazio a nuove idee e nuove persone, fondamentali per un clima di mescolanza e rinnovamento.