Profumo – Fraternità

Se qualcuno vi chiedesse che profumo ha la fraternità, cosa vi verrebbe da rispondere?

Di certo non è un’immagine facile da cogliere, quindi nessuno si disperi!
Allo stesso tempo è davvero piena di significato, potendo fermarci un attimo per rifletterci.

Per questo motivo vogliamo suggerirvi alcuni spunti su quanto prezioso possa essere cogliere il profumo che la fraternità porta con sé.

Singolarità:
Nello stare insieme il profumo è quell’aspetto che rende ognuno di noi unico e prezioso.
Spesso siamo stati portati a vedere o accorgerci di un gruppo, dimenticando a volte il singolo…e di certo non per esclusione, ma per la confusione, la fretta , il troppo fare…

Alleniamoci a cogliere il profumo di ogni persona che incontriamo nella nostra vita associativa, riconoscendolo e cogliendo quelle note che raccontano la sua storia.

Curiosità e Ricerca:
Quando sentiamo un profumo subito cerchiamo da capire da dove o da chi arriva!
Ne siamo inebriati doppiamente perché ci incuriosisce e allo stesso tempo ci disorienta.
Ecco, il profumo della fraternità è anche ricerca: di una persona, di un progetto, di un’idea…
Come allo stesso modo è anche curiosità: di capire e conoscere a fondo chi o cosa si nasconde dietro…

Convivialità:
Come non pensare al profumo dello stare insieme, soprattutto nelle esperienze che viviamo, come alcuni weekend di formazione oppure i campiscuola.
Il profumo del caffè di prima mattina, quando si è un po’ assonnati…quello che fa brontolare la pancia a pranzo o a cena….oppure quello che si coglie in una semplice camminata, stando all’aperto.
Tutti profumi che ci circondano in quelle giornate, ai quali forse non prestiamo la giusta attenzione, ma che rendono tutto speciale.
Infatti spesso sentiamo dire: mi manca l’aria che si respirava al camposcuola…a quel ritiro…

Riscoprire  e creare una nuova memoria dei profumi che percepiamo nel vivere la fraternità, anche senza fare grandi esperienze, perché la fraternità è quotidianità!

Vicinanza:
Per sentire il profumo che ha un’esperienza, come di una persona, c’è poco da fare: dobbiamo essere presenti!
Per quanto la tecnologia (e per fortuna alcuni casi) abbia reso possibile fare e vivere tanto anche senza essere presenti, alcune cose son lasciate ancora a noi.
Non possiamo cogliere un profumo di una persona se non la incontriamo, di un luogo se non lo viviamo…

Per vivere completamente, dobbiamo essere in quell’istante, in quel luogo, con quella persona.

Rimando al Progetto Formativo

Nel progetto formativo i punti presentati sono: 

  • Costruire la pace
  • forti e miti
  • solidali
  • Fratelli dei poveri

Se non hai il progetto, provo a fare sintesi di ognuno io ;)

Esperienza concreta raccontata/vissuta

La mia esperienza di fraternità nasce con una frase: “Vivere gli altri per scoprire noi stessi”.

Una delle classiche frasi ad effetto, no? Certo, perché risuona bella nella teoria, ma poi nella vita di tutti i giorni funziona diversamente.

Vige appunto un modello in cui io basto, e avanzo, per pormi sia le domande e sia per trovare ad esse le risposte su me stesso e sulla mia vita.

Ed è questo che insistentemente ci ripetiamo, così da ritrovarci soli e arrabbiati con il mondo intero quando le cose non girano proprio come avevamo previsto.

Vivere l’altro, non significa delegare la mia vita, al contrario scoprirla insieme a qualcuno.

Proprio da questo desiderio è nata la proposta di vivere l’esperienza della fraternità come educatori.

Partendo proprio dalla volontà di sperimentare insieme che la vera consapevolezza passa anche attraverso chi ci sta accanto.

Unita alla volontà di mettersi in gioco a carte scoperte, davanti alle persone che conosciamo da tempo, ma che forse non abbiamo mai conosciuto del tutto.

È il vivere insieme che crea armonia, quella che va oltre il semplice proporre attività per tutti.

E nemmeno viene visto come una bolla di sapone nella quale tutto ciò che succede è perfetto e protetto.

Il vivere in fraternità ha invece lo scopo di conoscersi e farsi conoscere nella vita di tutti i giorni, senza alterare ciò che ci sta attorno, ma anzi, camminando assieme nella quotidianità, crescendo nelle difficoltà e nelle prove ordinarie.

L’esperienza che si propone con la Fraternità consiste nel trascorrere del tempo  insieme, vivendo letteralmente come una famiglia in una casa comune: mangiando, dormendo, studiando ecc.

A ciascuno inoltre non viene chiesto di non cambiare nulla della propria vita: chi lavora continuerebbe a lavorare, chi studia a studiare e così via, senza imporre sacrifici a nessuno.

Quello che verrebbe chiesto invece, è di poter condividere le proprie esperienze con gli altri, vivendo in comunione tra di noi e per noi.

Tutto questo per assaporare la magia che nella vita si coglie poche volte, sebbene ci venga proposta di continuo, cioè il piacere di scoprirsi nello scoprire l’altro.

L’esperienza della Fraternità è una finestra che  guarda alla vita di ciascuno di noi, attraverso la quale possiamo osservare chi realmente siamo, senza maschere ad interferire. 

È una possibilità di aprirsi alla condivisione di fatiche, gioie, soddisfazioni, delusioni, Dio che proviamo in quei giorni di relazione con persone che, seppur vediamo spesso, respiriamo pienamente per un tempo limitato.

Un veloce excursus di emozioni che questa esperienza regala a chi la coglie.

Ma c’è un solo modo per poter farla propria: viverla in prima persona!

Simboli

  • Profumo – Fraternità – Pizza

Approfondimenti

Organizzare un momento di convivialità (pranzo, cena) nel luogo dove vengono realizzate le attività con i diversi gruppi. Prima di vivere il momento del pasto, focalizzare l’attenzione sul momento dell’accoglienza, chiedendo ai partecipanti cosa ci sia di diverso, rispetto ai tradizionali incontri. Quando verrà indicata la presenza del “profumo di buono”, chiedere cosa trasmette loro (senso di famiglia, aggregazione, casa,…). E’ possibile infine avviare una condivisione sui ricordi di ognuno legati ad un profumo, (ad esempio: il pranzo preparato dalla nonna, il profumo indossato prima di uscire per un appuntamento importante,…) e come questo elemento dia un valore aggiunto a ciò che viene raccontato.

Per i più giovani, cosa c’è di meglio che iniziare l’anno associativo con una bella pizzata in compagnia?

Preparare il pane in casa, invitando le famiglie a vivere questo momento insieme, grazie alla ricetta consegnata per l’occasione, allegata ad una breve preghiera.

Proporre un semplice laboratorio su come creare un profumo (oppure un sapone) (https://www.fattoincasadabenedetta.it/creare-un-profumo/)