Udito – Ecclesialità

Sento il suono delle campane: il segno che chiama a raccolta la comunità cristiana. 

La Chiesa – assemblea dei convocati – è fatta di persone che  hanno ascoltato e accolto un invito.  Persone che sono pronte a spendersi ognuna con le proprie peculiarità,  ma in sintonia le une con le altre, proprio come i membri di un’orchestra! 

I laici di AC sono chiamati alla missione della Chiesa.

Rimando al Progetto Formativo

Con l’AC puoi sentire/ascoltare la sinfonia della grande orchestra formata dalla Chiesa: è un’orchestra di cui l’associazione con ogni suo socio è parte, pertanto non solo puoi ascoltare, ma puoi essere tu stesso 

musicista, protagonista corresponsabile con le tue caratteristiche, i tuoi talenti e competenze dell’annuncio del Vangelo ad ogni creatura.

La grande orchestra della Chiesa è dono e mistero che viene dalla Trinità: nel Risorto ha il suo direttore che con sapienza guida e invita ogni membro alla comunione. La realtà ecclesiale porta con sé, allo stesso tempo, le note dell’eternità e della storicità: non manca, infatti, l’esperienza della stonatura, segno della fragilità umana. 

L’Eucaristia – soprattutto quella domenicale – è il momento in cui la grande orchestra della Chiesa si raduna e si lascia formare e guidare dalla Trinità.

Esperienza concreta raccontata/vissuta

  • La festa delle Palme

La prima esperienza cui penso quando mi si interpella in merito ad una esperienza di Chiesa è la festa delle Palme: certo c’è anche la messa domenicale o l’esperienza del gruppo associativo… ma è nella festa delle Palme che continuo a sperimentare in modo più evidente la bellezza di una Chiesa più grande della mia realtà locale, animata da voci diverse per età – bambini, ragazzi, genitori, nonni, giovani… – e per provenienza parrocchiale.

Ciò che mi sorprende sempre è come, malgrado le diversità e l’essere per lo più sconosciuti gli uni agli altri, nella festa è dato di vivere quella vicinanza, quell’unione che in Gesù trova il suo centro. 

  • Gli organismi di comunione

Il Consiglio Pastorale della Parrocchia, il Coordinamento Pastorale del Vicariato, il Consiglio Pastorale della Diocesi… come anche la presidenza di Azione Cattolica (parrocchiale, vicariale…): nell’essere membro di una o più di queste realtà ho talora fatto i conti con la fatica dovuta all’incomprensione della funzione dell’organismo stesso, o alle ritrosie nel mettere insieme le risorse, le idee utili ad avviare processi comuni di pastorale. Ma per contro, in ognuna di tali realtà, vivo l’essere Chiesa: nella presidenza di AC o nel Coordinamento Pastorale Vicariale incontro, collaboro e condivido la fede con persone – “mandate” dalle rispettive comunità cristiane o dai soci dell’associazione – che sono espressione della diversità nella Chiesa di oggi e del mio territorio (laici – adulti e giovani di differenti stati di vita – preti, religiosi, diaconi…). Corresponsabilità, sinodalità – ossia camminare insieme – ascolto, comunione sono le parole d’ordine di ogni organismo: una sfida che sono e siamo chiamati a vivere forti della guida di Cristo.

Approfondimenti

un concerto di campane per riscoprire la bellezza di questo richiamo caro ai cristiani e che spesso oggi è confuso nei mille rumori delle nostre città o considerato addirittura un disturbo. Un concerto di campane per ridare valore al loro suono, alla loro chiamata. 

un brano di musica d’orchestra per un tempo in cui misurarsi con l’ascolto e un’esperienza in cui la diversità di ogni strumento diviene sintonia proprio come nell’esperienza di Chiesa

audio di alcuni brani biblici che rimandano alla realtà della Chiesa (At 2,42-47; 1Cor 12, 4-26): alcuni brani del nuovo testamento per riscoprire i tratti caratteristici dell’essere Chiesa;

Ritengo che l’ascolto della parola sia quella cosa che ci porta ad agire ed a renderci concreti. Del resto il nome della nostra associazione ci ricorda proprio questo: ( Azione cattolica )

Così facendo riusciamo a mettere in pratica le parole di nostro Signore portandole nel nostro vivere quotidiano. Per fare ciò non basta andare semplicemente a messa alla domenica, ma bisogna sapersi mettere in gioco costantemente, ogni giorno. Il sentire la Parola deve spronarci ad agire, fino a renderla realtà. Solo allora quello che diremo sarà considerato vero.